Veterinari


Toxoplasmosi e gatti: sfatiamo un mito

La toxoplasmosi è una patologia che può colpire un essere umano a contatto con animali o cibi infetti: si tratta infatti di una malattia causata dal toxoplasma gondii, un parassita degli animali che si trova anche in diversi cibi crudi. I sintomi di questa malattia sono ben definiti: si va da un leggero gonfiore delle ghiandole della testa e del collo a dolori articolari, febbre e dolori muscolari misti ad una generale stanchezza.

Molte persone vengono colpite da questa patologia entro i primi 20 anni d’età e spesso i sintomi sono così simili ad una semplice influenza, che la toxoplasmosi non viene riconosciuta. Il problema sussiste se la toxoplasmosi colpisce in gravidanza: di per sé, infatti, non si tratta di una patologia molto grave, però può essere pericolosa se colpisce una donna in stato interessante perché potrebbe procurare pericolo al feto. Spesso la toxoplasmosi viene associata ai gatti, che in alcuni casi vengono allontanati ed in passato venivano additati quasi come untori, perché molto pericolosi per le donne in stato interessante: oggi, la massiccia informazione in merito a questa patologia ci permette di sfatare questo mito, e di dare informazioni più precise e rassicuranti.

È infatti molto più probabile ammalarsi di toxoplasmosi con un cibo crudo male lavato, che accarezzando un gatto: questo perché il parassita responsabile si trova anche nella terra, nelle verdure crude, nei salami e nelle salsicce, nella carne cruda, e da ultimo, anche nelle feci dei gatti infetti. Per evitare il contagio è bene essere guidati dal buon senso: lavare sempre molto bene le verdure, evitare – almeno per i primi mesi – il consumo di carne cruda ed insaccati, e indossare sempre i guanti se si tocca la terra durante il giardinaggio. Un gatto ben tenuto, che vive prevalentemente in casa, trattato con antiparassitari e vaccinato, difficilmente può essere causa di toxoplasmosi