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Gatti: dimmi come miagoli e ti dirò cosa vuoi

Siete davvero in grado di conoscere il vostro gatto e di saper riconoscere le sue esigenze e le sue necessità semplicemente ascoltando il tono di voce con cui miagola? Coloro che non sono appassionati di gatti o che non hanno mai avuto un felino in casa propria, potrebbero avere delle serie difficoltà a riconoscere tutti i toni con cui il gatto si rivolge all’essere umano, ma chi possiede un gatto sa benissimo che questo splendido ed intelligente animale è in grado di rivolgersi al suo padrone in maniera diversa a seconda che voglia giocare, che sia arrabbiato, che voglia mangiare o che voglia essere semplicemente lasciato in pace!

Un “miaoooo” insistente e prolungato, se associato a rumorose fusa e strusciatine, è indice di una grande fame: secondo il vostro gatto, è arrivato il momento della pappa e state certi che non si rassegnerà facilmente se non gli riempirete la ciotola! Il miagolio del gatto affamato è molto diverso da quello di un gatto che sta giocando: in tal caso, il micio miagolerà in maniera breve e sconnessa, senza nessun prolungamento nel tono di voce, associando il miagolio ad altre componenti, come agitazione della coda e corse mozzafiato su e giù per le scale.

Di fronte ad un uccellino ad un insetto, il miagolio del gatto potrebbe essere flebile e associato ad un movimento della bocca simile alla masticazione: segno che il micio sta virtualmente acchiappando tra le sue fauci il malcapitato insetto, che potrebbe essere molto presto vittima di un suo attacco! Secondo ricerche recenti, sembra inoltre che i miagolii dei gatti possano avere delle componenti subliminali, volte a spingere l’uomo nella soddisfazione dei loro desideri e delle loro necessità.

Alterare la propria voce per ottenere delle azioni ben precise è però un atteggiamento comune solo verso alcune persone ben precise, e non è esteso a tutti i membri della famiglia: il gatto riconosce qual è il componente della famiglia più debole di fronte ai suoi miagolii ed impara ad utilizzare le sue energie evitando di sprecarle con altri membri della famiglia che non capirebbero (e quindi non saprebbero dargli ciò che vuole).