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Gatti: perché scegliere un Burmese

Riconosciuto dalla CFA nel 1936, il Burmese è una razza particolare, di due linee ben definite: la linea americana, secondo i cui standard il gatto ha un corpo raccolto e la testa tonda; la linea inglese, secondo i cui criteri il gatto è più allungato, sia nel corpo che nella testa. I colori del mantello possono variare, dal blu al cioccolato, dal grigio pallido all’arancio, dal crema allo squamato, mentre gli occhi, rotondi, sono in genere ambrati e brillanti.

Perché scegliere un Burmese? Avere in casa un gatto di questa razza significa avere un gatto tranquillo, ma anche socievole ed attivo: ciò non significa che sia un gatto estremamente vivace, ma neanche che sia un peluche!

Si tratta, in sostanza, di una via di mezzo tra una razza troppo vivace ed una razza troppo tranquilla: il Burmese si adatta facilmente alla vita d’appartamento, ma è bene che non resti troppo tempo chiuso in casa, perché potrebbe annoiarsi o soffrirne.

Poiché ama molto giocare, è importante fornirlo di giochini e di distrazioni, e non lasciarlo troppo tempo da solo, anzi: è un gatto che ama ricevere l’attenzione continua dei suoi padroni, e per questo è indicato a persone che hanno la pazienza e la costanza di passare molto tempo insieme a lui.

Curioso ed attento a tutto ciò che lo circonda, è un gatto che ama viaggiare, a patto di poter osservare il mondo attorno a lui: non ama troppo le regole ma ha una grande capacità di adattamento. Per lui, le cure richieste non sono troppe: necessita solo della normale toelettatura con un guanto morbido, e di una pulizia costante con un panno inumidito di acqua ed aceto.