Veterinari


Gatti e riproduzione

La riproduzione dei gatti è un argomento che richiede un approfondimento particolare: sin da quando i gatti raggiungono la maturità sessuale – che varia a seconda della razza, del sesso, ed anche del periodo – le femmine sono spesso in calore poiché la specie del gatto presenta dei calori poliestrali stagionali. Ciò significa che le gatte possono andare in calore più volte durante l’anno e durante il mese, e che quindi possono avere moltissime cucciolate: se si è proprietari di un gatto e non si è disposti a tenere i cuccioli o non si ha la possibilità di sistemarli presso nuove famiglie che li accoglieranno, è bene pertanto sterilizzare la gatta onde evitare che rimanga incinta.

Lo stesso vale per il maschio: a differenza delle femmine, i maschi non vanno in calore ma possono assumere comportamenti irrequieti, cercare di scappare di casa, azzuffarsi con altri loro simili fino a farsi male, e marchiare il territorio non appena sentono l’odore di una gatta in calore.

Molte persone credono che avere un gatto maschio comporti meno responsabilità rispetto ad una femmina: in realtà, tenere un gatto intero senza dargli la possibilità di accoppiarsi può essere fonte di stress per l’animale e lo espone a continui pericoli. In natura, l’accoppiamento avviene non appena la gatta ha trovato il gatto che potrà fecondarla: dura pochi minuti e si conclude con un lamento acuto della gatta, che scaccerà violentemente il suo compagno fino al prossimo accoppiamento. Se la gatta non è stata fecondata, potrà avere un altro calore fino a quando non si giungerà all’accoppiamento: in tal caso, la micia assumerà un comportamento materno, le si gonfieranno i capezzoli, e i suoi fianchi assumeranno un gonfiore evidente.

Già verso il diciassettesimo giorno il veterinario potrà determinare la presenza di una gravidanza attraverso una palpazione dell’addome e in seguito una ecografia per determinare il numero di cuccioli, che verranno partoriti dopo due mesi dalla data dell’accoppiamento.