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Gatti e baffi: perché non vanno tagliati

I gatti possiedono due elementi del proprio corpo ai quali non possono rinunciare: le unghie e i baffi. Le prime servono a marcare il proprio territorio, ad arrampicarsi, a scappare di fronte ad un avventore e naturalmente anche a difendersi; i secondi, invece, hanno dei significati che non tutti conoscono, e che vanno appunto scoperti onde evitare di strapparli, di tagliarli e creare quindi qualche danno.

I baffi dei gatti vengono anche chiamati vibrisse: non si tratta di semplici peli, ma di peli tattili che permettono al micio di riconoscere gli ostacoli anche al buio. Le vibrisse per un gatto sono dei veri e propri radar, che guidano l’animale anche nell’oscurità garantendogli un equilibrio ed una proprietà di movimento grazie alle vibrazioni emesse – da qui il termine vibrisse – per intuire la presenza, la forma e le dimensioni degli ostacoli senza necessariamente vederli o toccarli.

Si dice che un gatto senza baffi non sia in grado di mantenere l’equilibrio e ciò è in parte vero: tagliare le vibrisse ad un gatto significa privarlo di questi importantissimi radar e non dargli la possibilità di avere informazioni immediate non solo sugli ostacoli, ma anche sulle prede.

Le vibrisse nel gatto sono 24, dodici per ogni lato del muso: irrorate di vasi sanguigni e di terminazioni nervose, tagliarle o strapparle significherebbe anche causare forte dolore al micio e naturalmente anche perdita di sangue. Insomma, non tagliatele!