Veterinari


I cani e il principio dell'autoeducazione

Educare un cane, si sa, non è affatto semplice: se da un lato vi sono cani che accettano più facilmente di essere “piegati” alla volontà del padrone, dall’alto lato non mancheranno invece esemplari molto più autoritari, che difficilmente apprezzeranno i nostri ordini.

Eppure, per un padrone tipo è molto importante che il cane sia educato correttamente, e ciò naturalmente va a prescindere dall’esigenza di portare il cane a gare oppure concorsi di bellezza, ma semplicemente per una corretta convivenza con gli altri animali ed anche con le persone.

Non è molto piacevole, infatti, passeggiare per strada con un cane che ci “tira” o che è aggressivo verso i suoi simili o troppo impetuoso con i nostri amici: è importante che le sue energie vengano indirizzate nel corretto modo, e molti educatori sanno che il rinforzo positivo è molto importante. Questo metodo di educazione consiste nel rinforzare un comportamento positivo del cane attraverso premi e ricompense: quante volte ci siamo ritrovati a coccolare il nostro amico a quattro zampe dopo aver assistito ad un suo comportamento corretto?

Tuttavia, a volte questo metodo non è sufficiente, e ciò accade soprattutto quando l’animale non è facilmente educabile: in questo caso, ci può venire in soccorso l’autoeducazione, che rappresenta una sorta di rinforzo all’educazione primaria, in quanto il suo scopo è quello di fissare le nozioni già apprese. Quindi, quando vedremo il nostro cane sedersi spontaneamente, la nostra parola sarà “seduto!”, quando si sdraia di sua iniziativa, diremo “terra”, quando rimane fermo, diremo “fermo”, e così via. In questo modo saremo di grande aiuto al nostro cane, perché attraverso l’autoeducazione riusciremo ad avere un ottimo complemento all’educazione mirata.