Veterinari


Viaggiare con un gatto

Quando si possiede un animale e non si vuole rinunciare al piacere di una vacanza rigenerante, le possibilità sono due: nel caso in cui si debbano affrontare viaggi brevi e di qualche giorno, si potrebbe optare per una pensione che accoglierebbe l’animale e se ne occuperebbe per i giorni stabiliti, oppure per un amico o parente che si occupi di dargli da mangiare e di tenerlo pulito e controllato; la seconda possibilità è invece quella di portare con sé l’animale, affrontando insieme a lui il viaggio e la vacanza.

La seconda opzione è decisamente più semplice per i cani, un po’ meno per i gatti: non ci stiamo naturalmente riferendo alle difficoltà di far viaggiare il micio, perché treni ed aerei permettono di portar con noi il nostro gatto senza troppi problemi. Ci riferiamo però alla natura del gatto, molto più territoriale di quella del cane, che potrebbe farci desistere dall’idea di portare con noi il nostro amico a quattro zampe.

Si pensi ad esempio al fatto che il gatto, abituato a riconoscere i suoi spazi ed il suo territorio, non ama particolarmente spostarsi perché ciò significherebbe andare incontro a nuove esperienze territoriali, a nuove esigenze di marcatura del territorio, con tutte le conseguenze che ne derivano. E forse, per una vacanza breve, non vale la pena di sconvolgere le abitudini del nostro micio.

Allora cosa fare? Se stiamo per affrontare una vacanza lunga, e se il nostro gatto ha un carattere che permetterebbe uno spostamento senza troppe conseguenze, possiamo scegliere il mezzo di trasporto che ci sembra più consono alle sue esigenze: per questo motivo è sempre meglio chiedere consiglio al veterinario di fiducia. Se la vacanza è breve, si può come già detto chiedere ad un amico o ad un parente di occuparsi dei bisogni del micio, in maniera da non sconvolgere troppo le sue abitudini.