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I gatti, meglio fuori o dentro casa?

Gatti: meglio fuori o dentro casa?

Sull’argomento le opinioni comuni sono parecchio discordanti: da un lato c’è la scuola di pensiero secondo cui i gatti, proprio perché animali indipendenti, necessitano di una propria autonomia secondo la quale si sentirebbero “ingabbiati” o “intrappolati” se confinati tra quattro mura domestiche. Questa scuola di pensiero ritiene quindi che il gatto sia un animale selvatico più che domestico, che non deve essere relegato all’interno di un’abitazione: in genere, si tratta di persone che hanno una scarsa considerazione del gatto come animale domestico, e che quindi tendono a dedicargli solo un interesse parziale, limitandosi di tanto in tanto a riempire loro la ciotola.

La scuola di pensiero secondo cui il gatto, una volta abituato alle mura domestiche, dovrebbe vivere prevalentemente in casa dipende principalmente dalla paura che l’animale possa essere sottoposto a pericoli che graverebbero sulla sua salute e sulla sua vita, prima fra tutti la possibilità di venire investito.

I pericoli, in effetti, sono reali soprattutto per i gatti che vivono in città ed in case molto vicine alle strade: la scelta di far vivere il gatto in casa è quasi una scelta d’obbligo per quegli animali che correrebbero rischi reali, che non sono solo i pericoli di incidenti, ma anche quelli di avvelenamento, volontario o involontario.

Proteggere il proprio amico a quattro zampe è un atto d’amore: se appartenete alla scuola di pensiero secondo cui il gatto soffrirebbe troppo se confinato tra quattro mura, non dimenticatevi di seguire alcune regole fondamentali per prevenire incidenti e gravi pericoli.

Vaccinate sempre il micio dalle malattie più comuni; fategli indossare un collarino con una medaglietta, ed eventualmente parlate con il vostro veterinario di fiducia circa la possibilità di impiantare un microchip: si tratta di una soluzione indolore che però sarà in grado di salvargli la vita.